Elettroerosione

ELETTROEROSIONE

L’elettroerosione è una tecnica di lavorazione che utilizza la capacità erosiva delle scariche elettriche e che viene impiegata per la lavorazione e la modellazione di materiali buoni conduttori anche molto duri (metalli, grafite, ecc). Nei processi elettroerosivi si generano, tra il pezzo in lavorazione e l’elettrodo della macchina utensile, delle scariche elettriche intermittenti che permettono di ottenere la lavorazione desiderata in negativo, producendo l’asportazione del materiale in lavorazione. Esistono due tipologie di processi di elettroerosione:

  • ELETTROEROSIONE A TUFFO: Nell’elettroerosione a tuffo la lavorazione avviene in immersione in un fluido dielettrico all’interno del quale il pezzo in lavorazione e l’elettrodo della macchina utensile non entrano mai in contatto diretto, ma l’asportazione del materiale in lavorazione è provocata dalla differenza di potenziale tra l’elettrodo ed il materiale in lavorazione; quando la differenza di potenziale è così elevata da rompere la resistenza elettrica del fluido dielettrico, si genera una scarica elettrica che fluisce dall’elettrodo al pezzo in lavorazione asportando materiale.
    L’elettrodo impiegato nei processi di elettroerosione a tuffo deve essere costituito da un materiale buon conduttore, che resista bene alle scariche elettriche senza deformarsi ma che al contempo sia facilmente lavorabile.
    I due principali materiali con cui vengono realizzati gli elettrodi per erosione sono il rame e la grafite
  • ELETTROEROSIONE A FILO: Nell’elettroerosione a filo il pezzo in lavorazione è immerso in acqua deionizzata e l’elettrodo utensile è costituito da un filo realizzato sempre in lega metallica con componente principale il rame. L’elettrodo/filo avanza nel pezzo in lavorazione senza mai entrarvi in contatto diretto; le scariche elettriche liberate lungo il filo-elettrodo asportano il materiale, permettendo di tagliare e sagomare il prodotto in lavorazione.
    Il filo viene sempre fornito in bobine, e questo perché il filo non rimane fermo, ma si svolge e scorre in continuazione in quanto essendo sottoposto ad un significativo stress termoelettrico finirebbe per spezzarsi spesso interrompendo il lavoro.

Quale che sia il processo di elettroerosione il principio fisico di funzionamento è sempre il medesimo e si compone di alcune fasi:

  • Fase 1 o Fase d’innesco: In questa fase viene creata una forte differenza di potenziale/tensione tra l’elettrodo ed il pezzo in lavorazione; questa tensione genera un campo magnetico che raggiunge il suo apice nel punto di minor distanza tra elettrodo e particolare in lavorazione.
  • Fase 2 o Fase di apertura del canale di scarica: La differenza di potenziale ed il relativo campo magnetico comportano lo spostamento delle cariche elettriche all’interno del fluido dielettrico, orientandole in maniera tale da creare tanti dipoli elettrici opposti al campo magnetico principale. Questo crea una zona a bassa resistenza all’interno del fluido dielettrico (la cui funzione non è quella di isolare ma di convogliare la scarica elettrica) dove la corrente può fluire con facilità vero il pezzo in lavorazione.
  • Fase 3 o Fase di fusione: All’interno del canale creato si genera un forte passaggio di corrente con temperature di migliaia di gradi; questo zona, detta canale di plasma va a colpire un piccolo punto del materiale in lavorazione, quello più vicino all’elettrodo e fonde la parte superficiale del materiale in lavorazione creando dei piccoli crateri superficiali di materiale fuso.
  • Fase 4 o Fase di interruzione della carica: La durata dell’impulso elettrico tra l’elettrodo ed il particolare in lavorazione è molto breve, si parla di pochissimi millisecondi; terminata questa breve fase la differenza di potenziale viene eliminata cessando così il passaggio di corrente dall’elettrodo al particolare in lavorazione.
  • Fase 5 o Fase di raffreddamento: Venendo a mancare la tensione ed il passaggio di corrente, si riduce anche la pressione ed il calore sulla piccola porzione di materiale fuso, cosicché questa piccola quantità di materiale si solidifica e viene espulsa grazie all’azione del liquido in cui sono immersi elettrodi e pezzo in lavorazione.

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GRAFITE PER ELETTROEROSIONE

La grafite è un materiale utilizzato per la realizzazione di elettrodi per i processi di elettroerosione

FILO PER ELETTROEROSIONE

Un filo di alta qualità è l’elemento principale per un’efficiente processo di elettroerosione a filo

FILTRI PER ELETTROEROSIONE

Nei processi di elettroerosione la filtrazione permette di evitare l’accumulo di scorie e scarti

ALTRI ACCESSORI ELETTROEROSIONE

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RAME ELETTROLITICO E FILETTATORI ORBITALI

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